Il nuovo Centro Nazionale di Lega del Filo d’Oro è interamente pensato per tirare fuori le abilità degli ospiti sordociechi. Anche una passeggiata nel suo giardino diventa strumento di riabilitazione.

Alla Lega del Filo d’Oro “non guardano il disabile, cercano la persona che c’è dentro”. Lo dicono Daniela e Gianfranco, genitori orgogliosi di Alberto, che a Osimo è diventato uomo. Frequentando il Centro di Osimo ha compiuto un viaggio verso l’autonomia, imparando a mangiare da solo, a lavarsi, a vestirsi… La missione dell’Associazione Onlus, nata cinquant’anni fa e ora presente in otto regioni d’Italia, è assistere, educare, riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Si parte dai dettagli, dalla quotidianità e dalle piccole cose, quelle che per una persona che non sente e non vede sono grandissime.

Il giardino dell’attuale Centro è anch’esso un luogo dove lavorare al dissotterramento delle abilità residue. Gli spazi verdi sono pensati perché gli ospiti possano immergersi nella natura in sicurezza e, soprattutto, in autonomia. Un colore di contrasto fa da linea-guida lungo i percorsi, agibili sia a chi si muove a piedi sia a chi usa la sedia a rotelle. I corrimano sono a doppia altezza, dipinti di un caratteristico verde chiaro che non si surriscalda al sole, e sono ricchi di informazioni: il tubo chiuso verso il basso segnala l’inizio o la fine di un percorso, una sfera indica un incrocio imminente.

Gli ospiti, anche con gravi difficoltà motorie, potranno fruire di ambienti appositamente concepiti e attrezzati per loro, con un unico scopo: migliorare la loro qualità di vita.

Vista l’importanza degli spazi verdi per le persone in fase di riabilitazione, Lega del Filo d’Oro, con il nuovo Centro Nazionale di Osimo, ha deciso di moltiplicarli rispetto ad oggi. Copriranno infatti una superficie di ben 24 mila mq. Gli ospiti, anche con gravi difficoltà motorie, potranno fruire di ambienti interni ed esterni appositamente concepiti e attrezzati per le loro esigenze, con un unico scopo: migliorare la loro qualità di vita.

Gianfranco aspetta con ansia la realizzazione del nuovo Centro Nazionale. Ci dice infatti: “Il sogno di noi genitori è che i nostri figli abbiano una struttura concepita per loro, per rendere possibile il percorso verso l’autonomia. Una struttura che nasce pensata per le persone sordocieche non è mai come una riadattata. Alberto oggi è un uomo… quella sarà la sua casa quando noi saremo troppo anziani per occuparci di lui e sappiamo che lì sarà felice!”.

La Lega del Filo d’Oro non lascia, raddoppia! Anche tu non lasciare… per realizzare il nuovo Centro Nazionale abbiamo bisogno dell’aiuto di tanti, anche del tuo!