Sentire, alla fine della giornata, di aver dato tutto per i bambini e ragazzi sordociechi: così si lavora, da oltre 50 anni, all’Associazione, in attesa del nuovo Centro Nazionale.



Una relazione fatta di movimenti degli occhi o di piccoli gesti, alla ricerca della scintilla che apre la porta della comunicazione. È questo che gli insegnanti della Lega del Filo d’Oro inseguono tenaci, dosando dolcezza e autorevolezza con i bambini e i ragazzi sordociechi e pluriminorati psicosensoriali seguiti dall’Associazione. Osservazione, costanza e passione sono gli strumenti per aiutare chi non vede e non sente ad uscire dal buio e dal silenzio, aprendosi al mondo esterno. Ma è l’onestà il principio cardine che percorre il loro lavoro secondo Assunta Bianchi, 38 anni passati al servizio della “Lega”.

Onestà. È un comandamento, un valore che mi ha sempre accompagnata ma che con il passare degli anni si fa sempre più forte e di cui sono sempre più convinta”, dice Assunta. “L’onestà intesa come il fatto che alla fine della mia giornata lavorativa devo sentire in cuor mio che anche oggi, nei confronti di quelli che sento come miei bambini o ragazzi, ho donato, ho dato, ho fatto tutto quello che potevo”.

Osservazione, costanza e passione sono gli strumenti per aiutare chi non vede e non sente ad uscire dal buio e dal silenzio, aprendosi al mondo esterno.

Assunta aveva appena 18 anni quando ha varcato la soglia della dell’attuale sede di Osimo. “La Lega del Filo d’Oro fa parte della mia esistenza”, dice. Ogni giorno la relazione con l’utente va cercata, costruita, rafforzata. L’insegnante è colei che indaga significati nascosti dietro movimenti spontanei, colei che condivide le emozioni dei ragazzi dell’Associazione. È infatti dietro azioni che sembrano insignificanti che si celano piccoli passi verso la comunicazione e l’autonomia. “Il rapporto è fatto di emozioni, di fiducia, di cure, di insegnamenti” – racconta Assunta.

“Quante volte i nostri ragazzi riescono a farci sorridere con i loro comportamenti, i loro successi, le loro curiosità. Altre volte ci preoccupano, ci rattristano, specie se non stanno bene, ma quando basta una carezza di noi inseganti, una sciocchezza, sentirci vicine per farli sorridere, ecco che ritornano forti come rocce e la loro carica ed energia la trasmettono a noi. Quando sono arrabbiati e non sempre è facile trovare la giusta via, il lavoro sembra diventare pesante, ma l’unione tra noi che gli stiamo accanto, la voglia di non demordere e cercare sempre la soluzione ci fa crescere e sentire utili”.

Anche gli insegnanti, come tutte gli altri dipendenti, volontari e sostenitori della Lega del Filo d’Oro, saranno un tassello fondamentale del nuovo Centro Nazionale dell’Associazione, in costruzione a Osimo. Una struttura tecnologicamente all’avanguardia, ma fatta essenzialmente di persone, per le persone.

La Lega del Filo d’Oro non lascia, raddoppia! Anche tu non lasciare… per realizzare il nuovo Centro Nazionale abbiamo bisogno dell’aiuto di tanti, anche del tuo!